Sottosez. Valle di Scalve www.scalve.it
     

CLUB ALPINO ITALIANO Sezione Bergamo Sottosezione Valle di Scalve

STORIA DEL C.A.I. IN VAL DI SCALVE

1977
Nell'agosto 1977, dopo la prematura scomparsa della forte guida alpina Placido Piantoni di Colere, un gruppo di suoi amici, per onorarne la memoria, decide di organizzare in valle un'associazione di amanti della montagna e, nel mese di novembre dello stesso anno, avanzano la richiesta alla sezione di Bergamo del Club Alpino Italiano per la costituzione di una sottosezione, provvedendo a inviare un elenco nominativo di 90 promotori, debitamente firmato dagli interessati.
Il Consiglio sezionale di Bergamo, nell'accogliere e approvare l'iniziativa, invita i proponenti a trasmettere l'apposita domanda di iscrizione al club. Nel successivo mese di dicembre, il gruppo richiedente invia alla sezione di Bergamo 88 domande di iscrizione regolarmente compilate, allegando una nota indicante le cariche sociali.

1978
Il 3 gennaio 1978, il Consiglio sezionale, dopo aver predisposto le tessere associative, comunica al gruppo richiedente l'invito al versamento della quota, per consentire l'ufficializzazione dell'iscrizione con l'applicazione sulle tessere del bollino annuale. Il presidente in carica della sezione di Bergamo, avvocato Alberto Corti, assicura la sua partecipazione all'assemblea costituente, e all'inaugurazione della nuova sottosezione in valle di Scalve.
Il 4 febbraio 1978 si svolge a Vilminore l'assemblea costituente della sottosezione, con la partecipazione del sindaco di Vilminore, del presidente della Comunità montana di Scalve, di cinque rappresentanti del Consiglio sezionale di Bergamo e di numerosa popolazione. Dopo la cerimonia di rito, il famoso alpinista Riccardo Cassin proietta i filmati delle spedizioni al Mac Kinley e al Cerro Torre ottenendo viva approvazione da parte di tutti i presenti.
Ha inizio quindi il lavoro della neonata sottosezione scalvina, che prende il nome di sottosezione Valle di Scalve - Placido Piantoni.
L'entusiasmo è grande e molte sono le iniziative in valle e fuori valle: corsi di roccia, corsi di sci, sistemazione e marcatura sentieri, escursioni a più livelli di difficoltà per venire incontro alle più diverse esigenze. L'attività della sottosezione è apprezzata e seguita sia dai valligiani sia dai forestieri e, in particolar modo, dagli enti operanti in valle. La Comunità montana, i Comuni e altri enti, vedono in questo organismo un valido mezzo per valorizzare la valle di Scalve. Nei mesi di novembre e dicembre 1978 la sottosezione, alla ricerca di punti d'appoggio lungo la valle del Vò, si attiva per raggiunge un accordo con le autorità interessate e competenti in materia, per l'apertura della casa di caccia al Venano.
A testimonianza della sensibilità e di una coerente cultura ambientale nell'ipotesi di accordo viene precisato che l'eventuale apertura della baita potrà avvenire solo dal mese di giugno "per non disturbare le femmine di camoscio, che a primavera vengono a partorire nelle vicinanze".
Con molti sacrifici anche di natura finanziaria, con eccezionale intraprendenza da parte del volontariato scalvino, e con l'aiuto decisivo della Comunità montana e dalla sezione di Bergamo, i soci della sottosezione allestiscono la loro sede sociale in uno spazio ricavato nel Palazzo Pretorio di Vilminore.

1979
Il 27 ottobre 1979, finalmente, viene inaugurata la sede sociale, con una solenne cerimonia che ha visto la partecipazione di rappresentanti delle sottosezioni di Valgandino, Clusone (ora costituitasi in sezione - ndr), Albino, Nembro e Oltre il Colle. Massiccia la presenza dei soci, della popolazione locale e dei quattro comuni scalvini con relative autorità, presidente della Comunità montana in testa. 
Sotto l'azione entusiastica del presidente della sottosezione, Nani Tagliaferri, si vanno a riscoprire i tesori nascosti della valle: i suoi impareggiabili panorami, le sue montagne, i suoi ampi spazi incontaminati, la flora, la fauna, le tradizioni, l'antico e duro lavoro nelle miniere e la sua gente che rende ancora viva la valle pur a prezzo di enormi sacrifici.
L'attrazione verso le cime, la ricerca di nuovi e forti stimoli di conquista, favorisce il crescere di un buon gruppo di validi alpinisti. Esplorate e conquistate le montagne di casa, il pensiero si rivolge verso le più alte e impegnative vette fuori della valle, come è naturale per chi vuole cimentarsi in imprese di gran valore.

1981
Il 27 giugno 1981 cinque nostri esperti alpinisti partono per affrontare una grande montagna nelle Ande peruviane: il Pukajirka Central. La spedizione era stata curata nei minimi particolari sotto ogni punto di vista, la conquista della vetta era ormai a portata di mano, ma in un attimo la speranza di vittoria si trasformerà in tragedia: Nani, Livio e Italo rimasero tra i ghiacci delle Ande peruviane, a casa tornarono solamente Rocco e Flavio unici testimoni della sfortunata impresa. La scomparsa dei valorosi alpinisti lascerà un ricordo indelebile negli scalvini, insieme a tanti altri eventi che, nella buona e nella cattiva sorte hanno segnato le tappe della storia della valle di Scalve.
I responsabili della sottosezione, superato lo sconforto per la perdita degli amici alpinisti, proseguono il loro lavoro e, nel 1985, dopo gli accordi presi con la sezione di Bergamo, realizzano in poco più di un mese la costruzione di un rifugio al passo Venano (m 2328) a circa metà strada tra il rifugio Curò e il rifugio privato al passo del Vivione. L'opera è frutto della volontà degli scalvini, della generosità dei simpatizzanti e del contributo economico della Comunità montana e della sezione di Bergamo. Il nuovo rifugio viene inaugurato il 22 settembre 1985 in una splendida giornata di sole con una grande partecipazione di escursionisti e viene intitolato al primo presidente della sottosezione, Nani Tagliaferri, scomparso tragicamente sulle Ande peruviane insieme agli amici Italo Maj e Livio Piantoni. Una targa in ricordo dei tre alpinisti viene collocata all'ingresso del rifugio. 

1986-1987
Nel settembre del 1986 si svolge la prima edizione del Trofeo rifugio Tagliaferri gara di corsa in montagna a coppie, sul percorso Ronco - rifugio Tagliaferri. Purtroppo a novembre un devastante incendio distrugge quasi completamente il rifugio, rimangono in piedi solamente i muri perimetrali. Il tenacissimo impegno dei soci scalvini permette la totale ricostruzione del rifugio per la seguente stagione estiva. 
Proprio nel 1987 la Commissione tutela ambiente montano della sezione di Bergamo inaugura lo stupendo itinerario naturalistico "A. Curò" che dal rifugio omonimo e attraverso la val Cerviera, il passo di Bondione e il passo di Belviso raggiunge il rifugio Tagliaferri al passo di Venano, per proseguire verso il passo del Vò, il passo del Domignone e il passo del Gatto per terminare al passo del Vivione. 

1989
Nel giugno 1989 la sottosezione invita tutte le diciassette sottosezioni del CAI Bergamo per un incontro nella stupenda conca dei Campelli di Schilpario. La manifestazione ottiene enorme successo, sia dal punto di vista organizzativo sia da quello partecipativo, premiando il lavoro degli ideatori dell'iniziativa.

1991
Con il rinnovo delle cariche sociali, il 1991 da il via a un periodo difficile e delicato per il CAI scalvino. Incomprensioni, contrasti e ragioni di varia natura che, forse, avrebbero avuto bisogno di più serene e approfondite riflessioni, nonché di più puntuali chiarimenti, portano alla divisione della sottosezione, con la costituzione di una seconda sottosezione facente capo al comune di Colere come sede ufficiale, e al comune di Schilpario come sede operativa. La neonata sottosezione prende il nome di: sottosezione di Colere - Pukajirka 81 in memoria della sfortunata spedizione alpinistica nelle Ande peruviane. 
Le due sottosezioni portano avanti separatamente i loro programmi, anche se, come era prevedibile, diverse iniziative tendono a sovrapporsi. Ciò nonostante, la sottosezione di Colere nel 1992 realizza una indovinata serie di pieghevoli che illustrano i più interessanti sentieri della valle; la sottosezione Placido Piantoni prosegue nell'aggiornamento delle strutture del rifugio Tagliaferri.

1993
Nel 1993 le due sottosezioni celebrano l'anniversario del 120° anno di fondazione della sezione di Bergamo con l'effettuazione di varie escursioni sulle cime delle montagne scalvine, come previsto dal programma della Commissione sentieri della sezione. In questo anno la sottosezione di Colere si impegna particolarmente nel settore dell'alpinismo giovanile, mentre la sottosezione Placido Piantoni collabora concretamente con la Commissione sezionale Tam per la realizzazione e l'edizione della guida Itinerario naturalistico "Antonio Curò". Alcuni volontari della stessa sottosezione provvedono a ultimare la segnaletica del nuovo sentiero di collegamento tra il rifugio Tagliaferri e il pizzo Tornello con omini in pietra, andando così a congiungersi con il sentiero che da Vilmaggiore sale tutta la valle del Tino. 

1994-1995
Il 13 novembre 1994 a Vilminore, si tiene il primo incontro ufficiale tra i direttivi delle due sottosezioni per lo scambio di pareri sull'organizzazione delle attività in valle. È un piccolo ma importante segnale di riavvicinamento delle parti. 
Nel 1995 la sottosezione di Colere realizza una palestra di arrampicata al coperto presso l'oratorio di Schilpario. La sottosezione Placido Piantoni trasferisce la sede sociale presso le scuole di Vilmaggiore per consentire i lavori di ristrutturazione dell'antico Palazzo Pretorio. Dal 2 al 6 luglio si svolge in valle di Scalve il 7° Corso nazionale per esperti e operatori Tam - Orobie 95. Le due sottosezioni offrono il loro apporto di collaborazione per la riuscita del convegno e si meriteranno un sincero plauso dalle numerose autorità provinciali, regionali e nazionali intervenute alla manifestazione. Alla chiusura del corso, il presidente generale del CAI, Roberto De Martin, si complimenterà con i presidenti delle due sottosezioni scalvine. Nel mese di agosto il rifugio Tagliaferri ospita gli organizzatori del Cammina Italia e, anche in questa occasione, non mancano i consensi, non solo per l'ospitalità genuina offerta dagli addetti al rifugio, ma anche per il tracciato scalvino del Sentiero Italia, rivelatosi uno dei più interessanti nel settore lombardo.

1996
Nel novembre del 1996 la sottosezione di Colere costruisce una cascata artificiale di ghiaccio per venire incontro alle esigenze degli appassionati che si dedicano a questa particolare attività di arrampicata. A seguito della stipulazione dell'atto di costituzione del diritto di superficie tra il comune di Vilminore e la sezione del CAI di Bergamo, il rifugio Tagliaferri entra a far parte del patrimonio della sezione stessa. Per il 1996 il rifugista viene scelto dal CAI di Bergamo, mentre per il 1997 verrà fatta apposita gara di appalto. Le due sottosezioni, a seguito di un accordo preso in sezione, potranno diventare proprietarie della struttura nel caso che le stesse decidessero di costituirsi in sezione autonoma. In questo anno, la sottosezione Placido Piantoni dedica parecchia attività alla segnatura e pulizia di diversi sentieri della valle.

1997-1999
Nel 1997 le due sottosezioni si accordano per realizzare un comune programma di attività, e questa decisione rappresenta un nuovo importante passo verso un accordo reciproco di più ampio respiro. La sottosezione di Colere procede alla ristrutturazione di una baita al Varro, in valle del Tino; questa opera è di grande utilità per tutti gli escursionisti essendo la zona completamente sprovvista di punti di ricovero. I presidenti delle due sottosezioni vengono chiamati a far parte della commissione per l'assegnazione della conduzione del rifugio Tagliaferri, unitamente al presidente della Comunità montana di Scalve, e ai responsabili della sezione di Bergamo: viene confermato il gestore in carica dal 1996.
Anche nel 1998 continua la collaborazione fra le due sottosezioni e insieme alla Comunità montana programmano la celebrazione del 75° anniversario del disastro del Gleno. Le molte iniziative si concludono nei pressi dei ruderi della grande diga, il cui crollo causò tante vittime in val di Scalve e in val Camonica. A perenne memoria viene posato un cippo con una targa bronzea, opera dello scultore scalvino Tomaso Pizio. In questo anno si procede alacremente nei lavori di ampliamento e messa a norma del rifugio Tagliaferri.
Nel 1999 la Pro Loco di Colere e volontari della sottosezione, realizzano un bellissimo filmato in costumi d'epoca, della prima ascensione della parete nord della Presolana effettuata nel 1899 dalla guida scalvina Manfredo Bendotti. Nel mese di settembre termina il rifacimento esterno in pietra del rifugio Tagliaferri. Il 3 ottobre dello stesso anno, presso il museo di Schilpario, i direttivi delle due sottosezioni raggiungono un'intesa di importanza quasi storica per le vicende dei CAI in val di Scalve: viene stilato un documento che dovrà esser portato nelle rispettive assemblee per l'approvazione. Ecco il testo:

Con il gennaio 2000 inizia l'attività della sottosezione Valle di Scalve.
Alla stessa possono aderire tutti i soci che lo desiderano, provenienti dalle sottosezioni "Placido Piantoni" e "Colere".
L'assemblea da mandato di proroga al Consiglio per tutto l'anno 2000 con i rispettivi presidenti che andranno a comporre l'ufficio di presidenza.
Tale Consiglio convocherà una nuova assemblea al termine dell'anno 2000 per l'elezione del nuovo Consiglio direttivo, stabilendo: norme, numero dei componenti e quant'altro utile.
La sede della nuova sottosezione denominata CAI Valle di Scalve sarà presso il palazzo della Comunità montana di Vilminore, pur mantenendo quale sede operativa l'attuale sede di Schilpario.
Le due assemblee di fine anno danno parere favorevole.

2000
Il 23 dicembre 2000 i soci delle due sottosezioni riuniti in assemblea unitaria eleggono il nuovo consiglio direttivo per un'unica sottosezione che, come proposto prenderà il nome di "Valle di Scalve".
Inizia quindi con il 2001 l'attività della nuova sottosezione, forte della ritrovata unità, con il proposito di impegnare tutta la necessaria volontà, per il raggiungimento, in piena concordia, di sempre migliori traguardi per l'associazione e per la nostra meravigliosa Valle di Scalve.

Angelo Arrigo Albrici

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