Articolo tratto da "L'Eco
di Bergamo" martedì 19 febbraio
2002
XIX OLIMPIADETutto il paese è in festa per il carabiniere scalvino, secondo con
la staffetta azzurra
L'urlo di Schilpario: grazie Fabio
Grande gioia per l'argento di Salt Lake che Maj ha dedicato alla figlia
Schilpario "Che cosa vuole, certo
che siamo contenti. Fabio mi ha chiamata ieri sera e anche stamattina, è felice,
certo. Ma Fabio è uno di poche parole, sa come siamo fatti noi in montagna".
Elsa Capitanio è la mamma di Fabio Mai, il fondista bergamasco che domenica ha
conquistato la medaglia d'argento alle olimpiadi invernali nella staffetta
quattro per dieci chilometri. La prestazione di Fabio, capitano della squadra
azzurra, è stata determinante. Il giorno dopo a Schilpario splende il sole, la
neve si scioglie e gocciola giù dai tetti, forma rigagnoli nelle strade. E
l'appartamento della famiglia di Fabio Mai guarda le rocce spettacolari del
Pizzo Camino, in alto. Sotto, di fronte all'ingresso della casa, su un muro di
cemento, c'è scritto: "Fabio credici le tue possibilità sono grandi".
È soltanto una delle scritte che parlano di Mai. Sulle vetrine del cinema di
Schilpario un manifesto inneggia a Fabio. E scendendo dal Passo della Presolana
verso la Valle di Scalve, sotto un paravalanghe, una scritta dice semplicemente:
"Grazie, Fabio".
Perché "grazie"? Dicono al bar Centrale di Schilpario: "Perché Fabio è un
ragazzo semplice a cui tutti vogliono bene in valle. E ha fatto un regalo a
tutti noi, ci ha dato una grande soddisfazione. Noi speravamo in una medaglia
anche nella gara individuale, in particolare nella dieci chilometri. Fabio è più
forte del Di Centa, poteva farcela. Si vede che l'emozione lo ha un po' tradito.
O forse la forma non era ottimale come una ventina di giorni fa".
Domenica sera davanti ai televisori c'era tutta Schilpario, nelle strade del
paese non c'era più nessuno, tutti nelle case o nei bar. Dice il sindaco del
paese, Claudio Agoni: "Sì, però la Rai ci ha deluso. Della prima frazione,
quella di Fabio, ha trasmesso soltanto l'avvio, un tempo brevissimo. Comunque la
grande soddisfazione resta. E penso che Fabio abbia reso un grande servizio allo
sport dello sci di fondo. C'è bisogno di campioni, di campioni puliti. E ha reso
un grande servizio anche all'immagine di Schilpario".
Il paese in fondo alla Valle di Scalve, circa 1400 abitanti, è una delle
capitali italiane del fondo. Nonostante i problemi, nonostante la neve che in
questa stagione si è fatta tanto desiderare e ha messo in ginocchio gli
operatori turistici, gli albergatori. Dice ancora il sindaco: "Certo, faremo
festa al ritorno di Fabio, domani sera, martedì, facciamo la riunione dello Sci
Club e decideremo".
Ci sono i tricolori sulle ringhiere di alcuni terrazzi del paese. Anche davanti
alla casa dei genitori di Fabio. Mamma Elsa ha approfittato della giornata
tiepida per fare due passi con la figlioletta di Fabio e della moglie Simona,
Valentina, che ha un anno e mezzo. La incontriamo davanti alla bassa cancellata
di ingresso. Mamma Elsa premette di non sapere che cosa dire, ma ci invita a
salire. Racconta: "No, io non so sciare, mio marito si arrangia. Però mio
fratello, Giulio, ha fatto parte per anni della nazionale di fondo ed è stato
anche olimpionico. Fabio ha cominciato come tutti i bambini, per conto suo e con
lo sci club, certo lo zio lo ha incoraggiato, l'esempio è importante. E poi noi
a Schilpario abbiamo questa bellissima pista. È proprio qui sotto casa nostra.
Vuole un caffè?".
Alle pareti della cucina ci sono le foto di Fabio. In una viene premiato all'età
di dieci anni, la mamma spiega che vinse il campionato italiano di fondo della
sua categoria. "Quest'ultima medaglia - dice mamma Elsa - è una bella
soddisfazione, ci voleva dopo tanti sacrifici. Fabio si allena sempre, non c'è
sabato o domenica. Prende qualche giorno di ferie in maggio. Poi è sempre in
attività. Quando non c'è neve e non ci sono ritiri con la nazionale, si allena
correndo in montagna o con la bici da corsa".
Dalla finestra della casa dei Mai si guarda il punto di partenza della pista di
fondo, una delle più belle d'Italia. Le sorelle di Fabio, Tiziana e Chiara, non
sciano. Lo sport è privilegio dei maschi? Tiziana sorride, ha in braccio Giulia,
la sua bimba di nove mesi. Racconta che domenica sera, dopo la gara, a
Schilpario qualcuno si è "lasciato andare" e ha percorso le strade del paese
suonando il clacson. Davanti al televisore c'era tutta la famiglia, anche la
bisnonna Rina di 92 anni. Dice mamma Elsa: "Mia madre era felice anche lei, ha
seguito la telecronaca. E poi si emoziona e va a ricordare i tempi in cui mio
fratello Giulio era in Nazionale".
Il papà di Fabio, Antonio è pensionato, ma questo pomeriggio non è in casa. Papà
Antonio non segue mai Fabio sulle piste. Si emoziona troppo. Spiega la moglie
Elsa: "Dice che non ce la fa. Però al mattino corre prestissimo a comprare il
giornale e non perde un minuto delle telecronache".
Paolo Aresi