Articolo tratto da "L'Eco di Bergamo" sabato 22
febbraio 2003
E il «pensionato» Maj si accontenta
«Non dovevo neanche correre, ma non potevo dire di no ad Albarello»
«Un ventireesimo posto? Come pensionato dello sci, mi posso anche accontentare».
Fabio Maj ride di gusto e ha voglia di scherzare sul
piazzamento rimediato nella 15 chilometri a tecnica classica, quarta «tappa» dei
campionati mondiali di sci nordico in corso di svolgimento in Val di Fiemme.
Il campione di Schilpario, che aveva dato l'addio alle gare mercoledì scorso
dopo la 30 km - «la gara alla quale tenevo di più» - si è rimesso gli sci ai
piedi, rimpiazzando Giorgio Di Centa, ancora knok-out per i postumi di
un'influenza che sta falcidiando lo staff azzurro. E adesso, tra un addio e
l'altro, è ancora in preallarme per la staffetta 4x10 km, che si correrà
martedì.
«Quando, giovedì sera, il commissario tecnico Albarello mi ha chiesto di
prendere il posto di Giorgio Di Centa non ho avuto problemi a dirgli di sì.
Visto che sono qui, tanto vale che corra», ha commentato Maj. E, già che ci
siamo, tanto vale farlo con impegno. Un impegno che gli è valso, appunto, la
ventitreesima posizione, a 1'23"40 dal vincitore, il tedesco Axel Teichmann e la
palma di miglior azzurro.
Se Maj sorride, Bubu Valbusa, invece, è il fondista più attapirato del mondo.
Lui, l'uomo di punta della 15 km, ha concluso al 48° posto. Più che una
performance mondiale, la sua è stata un allenamento iridato e faticoso,
suffragato dallo score impietoso che lo dava in affanno di quasi sei secondi al
chilometro rispetto al leader Teichmann. Troppo per chi, come lui, aspirava a
ben altri lidi.
La premiata ditta Maj- Valbusa, però, dovrebbe ripresentarsi per le due frazioni
a tecnica classica della staffetta che si correrà martedì, insieme con Piller
Cottrer e Zorro Zorzi che saranno in lizza nello skating. Nella specialità più
ostica al fondo azzurro, si punta ancora sul nostro Fabio, anche perché gli
altri azzurri hanno concluso la 15 chilometri di ieri in un abisso:
Schwienbacher 32° a 1'53" e Saracco 36° a 2' e rotti.
Insomma, per farla breve, in Val di Fiemme vincono tutti tranne gli italiani.
Ieri, appunto è stata la volta di un tedesco, Alex Teichmann (che vanta un
titolo mondiale juniores), ma anche l'Estonia sta facendo collezione di argenti.
Con quello di Jaak Mae fanno già tre. Subito a ruota (è il caso di dirlo,
considerato il distacco di otto secondi) Frode Estil, vichingo di Trondheim,
alla seconda medaglia di bronzo in questi Mondiali, dopo una lunga fila di
piazzamenti senza oro. Addirittura, ieri, avrebbe potuto salire sul podio l'americanino
Kris Freeman, che si è già aggiudicato l'oscar della simpatia e del tifo
trentino.
Comunque, noi aspettiamo. Aspettiamo anche che passi in fretta questo terribile
attacco influenzale. A questo proposito, Maj è piuttosto secco. «Gli atleti mica
sono invincibili. Se uno sta male, sta male. Non ci sono storie. Io, toccando
ferro, mi sento bene».
Rassicurati da Maj, diamo un'occhiatina ai prossimi impegni. Oggi e domani, gli
appassionati potranno godersi due prove particolarmente spettacolari: la 5+ 5
pursuite femminile e la 10+10 maschile. In entrambi i casi, partenza in massa e
tecnica classica. Poi pit stop con cambio di sci (leggermente più corti e
larghi) e bastoncini (più lunghi) e via, per la restante metà del percorso, ma
con la tecnica skating.
Donatella Tiraboschi