Articolo tratto da "L'Eco di Bergamo" martedì 25
febbraio 2003
L'Italia senza stelle sta a guardare. Oro tedesco
La staffetta femminile priva delle influenzate Valbusa e Paruzzi è
ottava. «Di più non si poteva fare»
È andata come doveva andare. Almeno per quello che ci
riguarda. Nella staffetta 4x5 km, ma soprattutto con le staffettiste che il clan
azzurro poteva schierare, dopo una settimana di tregenda influenzale, non si
poteva dare di più. Fuori Sabina Valbusa – che fatica a rimettersi in sesto – e
fuori, ma solo per precauzione anche Gabriella Paruzzi, che domenica sera ha
accusato alcune linee di febbre, fortunatamente scomparse già nella mattinata di
ieri.
L'allenatore Gianfranco Pizio (39 anni di Schilpario) ha preferito non
rischiare. «Avere Gabriella in frazione – ha spiegato –, pur se non in perfette
condizioni fisiche, ci avrebbe consentito di migliorare la classifica. Ho
preferito tenerla a riposo, in attesa della 30 km in tecnica libera che si
correrà venerdì».
«L'ottavo posto era un risultato prevedibile» ha ribadito Pizio, che imputa
soprattutto alla fase iniziale della gara, un risultato scontato ma pur sempre
amaro. «La Paluselli – ha stigmatizzato – si è presentata come ultima al cambio
e da lì in avanti è stata dura».
A tirar su il morale alla compagnia, ci ha pensato Arianna Follis che
nell'ultima frazione a skating ha buttato il cuore oltre l'ostacolo, facendo
segnare il secondo miglior tempo assoluto. Le previsioni di Pizio, alla vigilia,
davano la Germania in forma strepitosa. E così è stato, con una prova di grande
spessore delle sue frazioniste, Manuela Henkel, Viola Bauer, Claudia Kuenzel ed
Evi Sachenbacher, presentatesi alla partenza con la stessa formazione con cui
avevano vinto l'oro olimpico a Salt Lake City lo scorso anno.
La prima frazione a tecnica classica vedeva subito la Norvegia al comando con
Anita Moen, seguita a distanza ravvicinata dalla svedese Elin Ek e dalla tedesca
Manuela Henkel. Al primo cambio passava in testa la finlandese Riikka Sirvioe,
con un risicato vantaggio su Moen (Norvegia), Henkel (Germania), Ek (Svezia) e
Balatkova (Repubblica Ceca). Via via seguivano la nostra Cristina Paluselli, per
altro reduce anche lei da un brutto attacco influenzale, che dava il cambio a
Marianna Longa al 12° posto. La seconda frazione si animava grazie all'attacco
della norvegese Marit Bjoergen, che al 7° chilometro aumentava decisamente il
ritmo, guadagnando secondi importanti su Germania, Finlandia e Svezia, mentre
era la terza frazione a regalare le emozioni più intense della giornata con la
norvegese Hilde Pedersen, bronzo nella 10 chilometri di giovedì scorso, che
cadeva rovinosamente nell'ultima discesa prima di entrare nello stadio.
L'ultima frazione a skating era una cavalcata solitaria di Evi Sachenbacher, già
seconda nello skiathon di sabato scorso, che tagliava il traguardo con la
bandiera tedesca passatale dal tecnico Johen Behle. Alle sue spalle la
finlandese Pirjo Manninen, staccata di 23 secondi dalla Sachenbacher.
Terza è finita la Norvegia a 31,6 secondi, mentre la russa Nina Gavriiljuk, con
un grande recupero, riusciva a raggiungere il quarto posto, con un ritardo di
1'11"6. Al quinto posto si è piazzato il quartetto del Kazakhstan, che ha
preceduto nell'ordine Bielorussa, Svezia e Italia.
Chiuso il capitolo staffetta femminile, guardiamo avanti. Oggi tocca alla
staffetta 4x10 km mista, prime due frazioni a tecnica classica, ultime due a
tecnica libera. Il bello è che, ancora una volta, vedremo sulla linea di
partenza il nostro Fabio Maj. «Sembrava che dovesse correre una sola gara e
invece – commenta Pizio – sarà l'atleta che tornerà a casa con il maggior numero
di chilometri fatti».
Altro che ritiro. In tecnica classica, il campione di Schilpario è ancora l'uomo
su cui Italfondo può puntare (soprattutto adesso che Giorgio di Centa ha mollato
baracca e burattini per tornarsene a casa). Maj, che era partito all'inizio di
stagione un po' in sordina, sta attraversando in questo momento il suo stato di
miglior forma. «Sono sicuro – commenta ancora Pizio – che farà un ottimo
risultato».
Domani i Mondali vivranno, con la sprint in tecnica libera, la loro giornata più
lunga. Su un tracciato di 1.600 metri si correrà la qualifica a cronometro dalla
quale scaturiranno i 32 nomi dei migliori, e con successive batterie di quattro
atleti a eliminazione si andrà avanti fino alle 5 del pomeriggio. Potrebbe
essere il Renato Pasini's day. Il giorno della prima medaglia. Nel frattempo,
per scaramanzia, anche Pizio si è tagliato la barba. Aveva promesso di tenerla
fino al primo podio, ma la faccenda comincia a farsi spessa. Hai visto mai...
Donatella Tiraboschi