Articolo tratto da "L'Eco di
Bergamo" mercoledì 26 febbraio 2003
Oro alla Norvegia, l'Italia del fondo va a picco
Un disastro la staffetta, problemi fin dalla prima
frazione con Fabio Maj in forte ritardo
Una pagina amara. La più amara
degli ultimi vent'anni. Proprio nel giorno in cui la Norvegia scrive un capitolo
splendido nella storia del fondo mondiale, l'Italia vive una giornata da
dimenticare. Nella staffetta 4x 10 km mix, la specialità che ci aveva fatto
sognare a Lillehammer '94, la disciplina del tutti per uno e tutti contro tutti,
siamo finiti al decimo posto. Perfino dietro ai giapponesi (e detto questo, è
detto tutto). Doloroso, dolorosissimo. Il ritardo era già sul minuto e mezzo nel
primo cambio con il nostro Fabio Maj che forse davvero ieri ha dato l'addio alla
carriera.
«Sono partiti tutti troppo forte, speravo in una frazione più tattica, mi
dispiace per i compagni» ha detto alla fine Maj, attapiratissimo e che non vede
l'ora di prendersi un periodo sabbatico, lontano dallo stress delle gare. Era
venuto in Val di Fiemme per correre la gara d'esordio, la 30 km e poi, tra
un'influenza e l'altra, ha fatto da supplente a Giorgio Di Centa. Cosa gli si
può rimproverare? Niente e di questo avviso è anche il presidente federale
Gaetano Coppi che ieri ha riconfermato la piena fiducia nel cittì Marco
Albarello, al quale questi Mondiali devono aver tolto qualche anno di vita.
Molti si sono chiesti se non sarebbe stato più logico puntare su altri nomi ma,
per dirla in bergamasco «fat bè, fat mei, i a maiat i osei» (come dire,
nell'indecisione, passa il tempo e i fatti accadono). Non ci potranno mai essere
controprove, appunto, ma se la scelta è caduta su Maj molto probabilmente è
perché era ancora l'uomo più affidabile in una tecnica classica nella quale non
siamo mai brillati.
Se Fabio Maj questo giorno se lo ricorderà a lungo (o forse già da ieri sera lo
ha chiuso a chiave nel dimenticatoio), altrettanto farà Joergen Brink lo svedese
che i compagni di squadra, consegnandogli l'ultima frazione con 23" di vantaggio
su tedeschi e norvegesi, avevano praticamente già depositato sul gradino più
alto del podio. E. invece, nell'ultimo chilometro pare che gli sia successo
qualcosa tipo lo spot della merendina Fiesta «corro, corro e adesso non ci vedo
più dalla fame». Lo svedese è caduto nel trappolone del calo glicemico per buona
pace del norvegese Thomas Alsgaard che nello sprint degli ultimi metri ha
liquidato il tedescone Axel Teichmann.
Morale della favola: il quarto oro prende la via della Norvegia, argento per la
Germania, bronzo alla Svezia. Non vorremmo rigirare il coltello nella piaga, ma
se quella di ieri fosse stata davvero l'ultima gara di Fabio Maj, ci
dispiacerebbe parecchio. Che sia davvero l'addio? Gianfranco Pizio, l'allenatore
della squadra azzurra femminile, non ci crede. «Penseremo a farlo ricredere e a
riproporlo in gare meno stressanti».
Donatella Tiraboschi
CLASSIFICA: 1) Norvegia (Aukland, Estil, Hofstad, Alsgaard) 1.31.56.4; 2) Germania (Filbrich, Schluetter, Sommerfeldt, Teichmann) +0.2; 3) Svezia (Soedergren, Fredriksson, Elofsson, Brink) +16.4; 4) Russia (Rotchev, Denisov, Novikov, Noutrikhine) +25.1; 5) Svizzera (Burgermeister, Koch, Bundi, Maechler) +1.20.5; 6) Finlandia +1.39.8; 7) Repubblica Ceca +1.41.4; 8) Estonia +1:48.5; 9) Giappone (Ebisawa, Imai, Horigome, Kozu) +2:01.8; 10) Italia (Maj, Valbusa, Piller Cottrer, Zorzi) +2:03.2