Articolo tratto da "Gazzetta dello Sport" 10 gennaio 1999
Coppa Mondo di sci di fondo
Maj e Belmondo, un quarto posto che sa di speranza
Azzurri a un nulla dal podio: Fabio lo manca per 7/10, Stefania per 3"2 - Per il bergamasco è l'atteso salto di qualità, per la cuneese il ritorno ai vertici - Successi di Daehlie e della Martinsen

NOVE MESTO (R. Ceca) - Adesso è il caso di decidere se essere contenti di due risultati più che brillanti a passo alternato e su questo tipo di neve, ovvero se mangiarsi le dita per il dispetto di due podi sfuggiti per il rotto della cuffia. Di quelle che il veterano Marco Albarello definisce con rabbia le "medaglie di cartone", si sono dovuti accontentare Fabio Mai e Stefania Belmondo. L'impalpabile soffio di 7/10 per il simpatico marcantonio bergamasco; l'inezia di 3"2 per lo scricciolo azzurro in caccia del posto tra le grandi che aveva smarrito dopo il frizzante prologo finlandese di Muonio e che le spetta per diritto di classe.
Maj ha 28 anni e discende dall'antica genia dei fondisti di Schilpario che s'era temuto avessero da anni esaurito la vena con Giulio Capitanio. I prodromi s'erano già avvertiti inequivocabili nella continuità ad alto livello della stagione scorsa. Ma è adesso che sta facendo spavaldamente, superate le incertezze balzane che sembravano a volte mettergli il sale sulla coda, "il salto di qualità". Vale a dire quel passaggio laborioso, difficile ma quasi sempre definitivo, che trasforma una sicura promessa in un campione vero. Fino a poco tempo fa giocava, ora è un professionista che ormai sa cosa deve fare e dove vuole arrivare.
Una conferma viene, del resto, dalla sua spontanea onestà di fronte a quei 7/10 che non gli possono non bruciare: "Devo riconoscere che avevo gli sci che volavano. Daehlie mi ha preso e mi ha staccato. Io non ho reagito ma l'ho tenuto a 50 metri ed è rimasto là, anche se in discesa gli tornavo sotto. Tanto che all'arrivo quasi lo potevo toccare. Ed era Daehlie! Certo, essere giù dal podio per uno sputo dà un po' fastidio. Ho solo un 30° posto dell'anno scorso in Russia. Ma sono contento lo stesso. L'unica giornata storta l'avevo avuta a Dobbiaco e non so bene perché. Ho passato le feste a casa, con la moglie, il panettone, il vino. E in Val di Fiemme al rientro mi ha battuto solo Valbusa. Poi sono arrivato 10° in Estonia. E su quel tipo di neve, dove i norvegesi ci stangano sempre, ho capito che ero li anch'io. Non che la pista fosse perfetta, ma c'era una neve sulla quale si poteva spingere. E ci ho dato dentro. Sono stato quasi sempre 4°. Poi Fredriksson ed Elofsson hanno cercato di farmi fuori ma alla fine hanno pagato loro. Daehlie e Jevne erano fuori portata. Bjervig invece è stato ancora una volta fortunato. A me la fortuna darà la mano un'altra volta, magari quella giusta".
Non c'erano Alsgard e Myllyla, ma Vanoi è contento lo stesso. E quel Bjervig a lasciarlo perplesso: "Fino all'anno scorso arrivava 30°, adesso è sempre li davanti. Ha 26 anni: o è un fuoriclasse in ritardo di crescita, oppure non so...".
Fauner e Valbusa non sono certo quelli visti ieri, ma la condizione arriverà anche per loro. "Ho fatto un giro e mezzo bene - dice, un po' mesto, Bubu -. Ma quando ho cercato di premere sull'acceleratore. invece di salire, il motore è andato giù. Al perché ci devo pensare su un po' con calma". "Fosse stata una 10 km, finiva meglio -scuote la testa Fauner -. Nel terzo giro, invece, non c'ero più. È un po' che non sono a posto e ho faticato parecchio. Ma ho imparato ad aspettare senza farmi innervosire".
Tutta positiva la prova della squadra femminile (18a Valbusa; 21a Confortola). Stefi Belmondo ce l'ha messa tutta per partire veloce, ma ai 1500 metri era fuori dalle prime quindici, a ridosso della Paruzzi (brillante 2a alla fine). Al 30 km, però, era già 6a e ha tenuto la posizione fino al 70 km. Poi ha tirato fuori uno di quei finali che l'hanno resa celebre in staffetta. Un chilometro avanti, le russe Gavriliuk e Reztsova le erano già alle spalle e la caccia al podio di Stefi è stata entusiasmante, mentre, ostacolata dalla Taranenko che l'ha costretta ad uscire dai binari, la ceca Neumannova veniva scippata dalla norvegese Martinsen, capofila di Coppa, di un successo ormai sicuro. In alternato e sulla neve peggiore per lei, l'impresa dell'azzurra promette molto per la 15 km skating in programma martedì. "Non sono ancora la Belmondo di Trondheim, ma i massaggiatori e gli skimen mi hanno messo nelle condizioni di dare il massimo. Sento di nuovo che la forza esce fuori dal muscoli e si trasmette agli sci. E quello che aspettavo da un bel po' di tempo".
Oggi una sola staffetta per gara: Paruzzi, Confortola, Belmondo e Valbusa tra le donne e Valbusa, Maj, Pierino Piller e Fauner tra gli uomini il podio lo vogliono a tutti i costi.
Piero Ratti

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