Articolo tratto da "La Gazzetta dello Sport" lunedì 12 gennaio 1998
La signora piemontese protagonista della 10 km ad inseguimento di Coppa a Ramsau
Belmondo e la staffetta, nuove magie
Stefania brucia le avversarie, la 4x10 maschile si impone ritrovando soprattutto una grande Fauner

RAMSAU (Aut) - Eccola qui la magica Stefy che ci si aspettava di ritrovare prima dell'ora olimpica di Nagano! La Stefania Belmondo di Albertville, di Falun e di Hohnenkollen, il donnino d'oro e d'acciaio che lascia stupito il mondo davanti a un fisico da scricciolo che nasconde la volontà di una tigre e la forza di una leonessa. Ha visto trionfare Maj, Valbusa, Piller Cottrer e Fauner in una staffetta esaltante, con una prestazione tatticamente e tecnicamente eccezionale, e sente l'orgoglio di non dover essere da meno. Così appare ancora più grave che le varie confraternite televisive non abbiano portato nelle case italiane, insieme con l'impresa dei 4 azzurri, lo straordinario spettacolo del suo travolgente passo pattinato: la cadenza micidiale delle sue spinte brevi ma incisive, agili come i balzi leggeri di una cerbiatta che quasi non lasciano tracce sulla neve. Le 14 atlete che il modesto piazzamento nella 5 classica le aveva fatto partire davanti nello spazio pesante di 40", le ha fulminate quasi tutte in meno di 4 km. E quando le si sono profilate davanti Martinssen e Neumannova e, nei tratti più diritti, anche la fortissima Lazutina, non c'è stato più scampo per nessuna. Al giro di boa del 5° km, all'ultoima preda di Stefania restavano ancora 29", ma 3 km più avanti anche la sorte di Larissa era segnata. L'espertissima veterana, che in assenza della Vjalbe un po' malata come la più forte delle russe, è anche caduta. Ma quando Stefania ormai era lì. Ha tagliato una curva all'interno della russa subito in piedi, e ha preso il volo.
Mai nessuno aveva vinto una Gundersen partendo col 15! Dopodomani compie 28 anni: s'è festeggiata da sola. Che la staffetta azzurra fosse un perfetto meccanismo da podio non è una novità per nessuno. Questa, del resto, è la sesta vittoria con la formula tradizionale, oltre alla 4x5 indoor di Hamar e alle due sprint di Lahti. Il tour de force di questi giorni è stato pesante e c'era la 30 di sabato nelle gambe, tanto che Myllyla e Isometsa hanno convinto i finlandesi a rinunciare e i norvegesi hanno giocato la carta di affiancare ad Alsgaard solo i più freschi Vanoi e D'Incal hanno giocato i migliori con l'intelligenza tattica. E su una neve fredda gli ski-men hanno preparato attrezzi perfetti.
Maj è stato esemplare. Senza strafare ma senza lasciare mai la prima fila, ha dato il cambio a Valbusa in seconda posizione. sulle code del giovane norvegese Estil. Bubu ha cercato un paio di volte il forcing senza insistere oltre la prudenza che le buone reazioni di Stadlober e Jonsson consigliavano, mentre Eide portava alla Norvegia le prime difficoltà che Hetland ha poi accentuato. Alle prese con lo svedese Elofsson e l'austriaco Hoffman, Piller Cottrer ha avuto brevi affanni al loro scatti in salita. Ma ormai è anche lui un uomo sicuro, un campione vero. Non ha risposto subito, ma è ritornato a ruota con sicurezza, in tempo per affidare a Fauner il compito nel quale è maestro di piazzare al momento giusto la stoccata. A un fuoriclasse come lui il veterano Mogren e il pur sorprendente Walcher non potevano far paura. Ha aspettato e piazzato l'affondo nel punto più vicino al traguardo che dava sicure garanzie. Gli è bastato uno strappo di 100 metri per guadagnarne una decina. Poi s'è disteso in quella sua pattinata elegante come il volo di un airone ed è arrivato da solo con le braccia al cielo e la vittoria nel sacco.
Hanno un pallino i baldi giovanotti di Vanoi e D'Intal per la staffetta: rlpetere a Nagano l'oro di Lillehammer. Ieri s'è visto che non è un sogno.

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