Articolo tratto da "La
Gazzetta dello Sport"
18 giovedì
2002
Doping-Conconi: chiesto il rinvio a giudizio
Il pm di Ferrara Proto avanza le richieste per associazione per delinquere e
frode sportiva
DAL NOSTRO INVIATO
FERRARA - Il pm Nicola Proto ha chiesto il rinvio a giudizio per associazione a
delinquere e frode sportiva per Conconi & c. nel procedimento penale a carico
del professore, attuale Magnifico Rettore dell'università, e dei suoi
collaboratori. Presso il Centro di Studi Biomedici applicati allo Sport
dell'università di Ferrara, insomma, c'era il doping organizzato.
Proto ha confermato nella sostanza le tesi del procuratore della Repubblica,
Pierguido Soprani. Il pm ha però chiesto il proscioglimento di uno degli otto
imputati. Fabio Manfredini, per non aver compiuto il fatto. Ha sollevato
dall'imputazione di falso Giovanni Grazzi, perché c'è una "prova per tabulas"
che non ha alterato la cartella clinica di Pantani. Ha tolto dall'elenco di 63
atleti, che, secondo Soprani erano stati "trattati" dal centro, 11 nomi, per cui
non si può parlare di trattamento sistematico e continuato nel tempo e per i
quali, quindi, "non c'è prova del doping". Per Proto, insomma, Beniamino Bonomi,
René Cattarinussi, Davide Cordani, Luciano Fontana, Gaudenzio Godioz, Fabio Maj,
Rudy Mosole, Daniele Nardello, Andrea Paluselli, Angelo Weiss, Massimo Zucchelli
sono al di sopra dei sospetti. Restano, invece, 52 nomi di atleti di .prima
fila, che, in ogni caso, figurano come parti lese.
L'associazione a delinquere e la frode sportiva, la somministrazione di farmaci
pericolosi per la salute, l'esercizio abusivo della professione di farmacista,
l'abuso di atti d'ufficio... sono stati chiesti per Conconi e per Giovanni
Grazzi, Ilario Casoni, Gianni Mazzoni e Daniele Buzzoni. Per Michele Ferrari è
stata chiestala frode sportiva, la somministrazione di farmaci pericolosi e
l'esercizio abusivo della professione di farmacista; per Domenicantonio Franzè
l'abuso d'ufficio, la truffa, l'occultamento e la distruzione di documenti.
Al termine Conconi non ha rilasciato dichiarazioni. Appariva avvilito. Ora la
sua posizione è difficile, dopo che la sua tesi della "deplasmazione" è stata
demolita dai superperiti Giuseppe Banfi e Giuseppe D'Onofrio. La difesa avrà ora
diritto di parola il 2 e 3 maggio. Poi, in tempi brevi, il gip Piero Messini D'Agostini
deciderà se rinviare o no a giudizio Conconi & c. Ieri la requisitoria del pm è
durata tre ore. Secondo Proto, Conconi e collaboratori erano medici che sapevano
perfettamente che gli alti valori di ematocrito erano legati a sostanze dopanti.
Eppure hanno garantito gli atleti dell'assenza di qualunque rischio e non hanno
denunciato quanto sapevano.
Proto ha considerato attendibili i valori di ematocrito. trascritti nel file "dblab",
contenuto nel server clonato, sequestrato il 29 ottobre 1998 presso il Centro
diretto da Conconi. Quei dati del resto parlano: basta allinearli in sequenza.
Pantani, ad esempio, ha dei picchi in occasione delle prime vittorie per
distacco al Giro, a Merano e all'Aprica, come pure quando sale sul podio per la
prima volta al Tour oppure quando arriva solo, come Coppi, all'Alpe d'Huez, L'ematocrito
di Riis sale da 41 a 56.3 nel luglio '95, quando da gregario si trasforma in
campione e sale sul podio del Tour. Lo stesso avviene per. Fondrlest e De Zolt,
Di Centa e Fauner. Il ballo dell'ematocrlto è sorprendente.
Ieri ha voluto assistere all'udienza il procuratore capo di Ferrara, Severino
Messina. Lo spettacolo è straordinario. Ci sono conversioni incredibili nella
commedia del doping. Pescante, per esempio. Segretario del Coni nel periodo
198194, presidente negli anni 1995-98, attuale sottosegretario si Beni
Culturali, oggi lamenta di aver scambiato per "scienza dello sport quella che
era scienza del doping". Eppure per Soprani "il Pescante e, il Conconi appaiono
i promotori, per il ruolo fondamentale che hanno avuto" in questa
"organizzazione criminale", finalizzata al doping.
Claudio Gregori