Articolo tratto
da "Gazzetta dello Sport" martedì 29 gennaio 2002
I successi a Nove Mesto portano in primo piano il bergamasco, nipote del grande
Capitanio.
Dalle scritte ai tifosi speciali: tutti per Fabio
Sul muro di
casa a Schilpario gli hanno scritto: "Fabio credici, le tue possibilità sono
grandi", ricordo della vittoria di Nove Mesto, due settimane fa, nell'ultima
gara di Coppa del Mondo prima di Salt Lake City. Il Fabio in questione è il Maj
("In giro per il mondo spesso mi chiamano Mei", dice lui con un sorriso aperto)
più famoso della Val di Scalve. Quattro paesini bergamaschi (Azzone, Colere,
Schilpario e Vilminore) , poco più di 4 mila abitanti in tutto, in cui
l'argomento da bar sport non è il rigore concesso alla Juve, ma la formazione
della staffetta di fondo a Salt Lake City.
E' inutile spiegare che da Fabio aspettano un'altra medaglia, dopo l'argento in
staffetta a Nagano. C'è chi, come Maurizio Capitanio, presidente e fondatore
(nel '95) del Fabio Maj fan club, ha messo in palio la sua barba vecchia 23
anni, "me la taglierà lui, ma solo se vince una medaglia, ho promesso" dice il
presidente, grande studioso di strategie di gara e sedicente Bibbia dello sport,
pronto a scommettere anche sulla prossima composizione della staffetta.
La scena si ripete, gli amici tifosi che ieri hanno accompagnato Fabio alla
Malpensa sono gli stessi che l'hanno accolto in aeroporto dopo Nove Mesto,
urlando "Noi abbiamo, noi abbiamo, noi abbiamo Fabio Maj". Quelli che lo seguono
fino in Svezia, collezionano pettorali da gara e hanno ancora qualche rimpianto
per l'occasione di Nagano. "Io invece ho un solo rimpianto per quell'Olimpiade
dice Fabio, che a Salt Lake City colleziona la sua terza Olimpiade: la 30
chilometri. Ma la mia medaglia l'avevo già presa con la staffetta, quindi non mi
posso lamentare. A Salt Lake City punterò proprio sulla 30 km, e sulla
combinata, con la staffetta vedremo chi sarà più in forma" dice Fabio, reclamato
fino all'ultimo secondo da tutti i bardi Schilpario: dove tutti sono pronti a
dispensare qualche consiglio tecnico e regalare confezioni di marmellata di rosa
canina da spalmare come sciolina, nel caso che quelle ufficiali non
funzionassero.
Quelli più preziosi sono dello zio, Giulio Capitanio, vincitore della prima gara
di coppa del Mondo sperimentale, a Zakopane, ed esperto di Olimpiadi (fu 21° a
Innsbruck nel '76). Lo zio Giulio è una persona discreta. "Quando ci incontriamo
parliamo delle piste, dei posti che anche lui ha visto" racconta Fabio, che ha
cominciato con il fondo "perché lo facevano tutti i cugini, e siamo in tanti,
mia mamma ha 10 fratelli: era il nostro gioco", e ha continuato "perché da
subito ho cominciato a vincere, e allora anche il freddo e la fatica non pesano
più". Giulio Capitanio adesso è maestro di sci nel centro del fondo a Schilpario,
e un figlio Cristian, 10 anni, che sta vincendo tutte le gare circoscrizionali
della categoria cuccioli.
"Ho seguito Fabio prima che prendesse il volo nelle nazionali, quando si
allenava ancora qui. Quando lo vedo correre sento un po' di nostalgia, perché
quello è l'ambiente in cui ho vissuto per 26 anni. Parliamo sempre dei posti in
cui va a sciare, Norvegia, Svezia, Finlandia. Io avevo vinto a Zakopane, lui a
Nove Mesto. Ci sono parecchie cose che coincidono, quelle sono le nostre
latitudini, riusciamo a dare qualcosa di più. Lo vedo molto bene nella combinata
e nella 30 km".
Per la 30 chilometri skating con partenza in linea che apre il programma gli
amici-tifosi hanno già organizzato una tavolata, per la staffetta si sta
pensando al mega-schermo, o alla proiezione nei cinema di Vilminore e Schilpario.
"Valentina ha un anno e mezzo e piange ogni volta che vede partire il papà
racconta la moglie Simona . Ma è proprio lei uno dei segreti di Fabio. Si porta
sempre dietro una foto in cui lei ha una faccia da pierina, nei momenti neri la
tira fuori e scoppia a ridere". L'altro è un naso rosso regalo del clown Miloud:
che aiuta i bambini di Bucarest. "Gli ha promesso di metterlo in occasione della
prima vittoria, ma a Nove Mesto se l'era dimenticato in albergo. Dovrà vincere
un'altra volta, per rispettare la promessa".
Marisa Poli
MALPENSA - La nazionale di fondo è partita ieri per gli Usa in vista dei Giochi. Gli azzurri rimarranno a Sun Valley sino al 5 febbraio, quando si trasferiranno a Midway. E' rimasta a casa Arianna Follis per indisposizione: si aggregherà al contingente che il 5 febbraio raggiungerà Salt Lake Crty: Fabio Santus, Christian Saracco (che prende il posto di Mariotti), Florian Kostner, il tecnico D'lncal e il cuoco Finardi. L'11 febbraio partiranno Karim Moroder e Magda Genuin. Il debutto azzurro il 9 febbraio con la 15 e 30 km in linea.