Articolo tratto da "La Gazzetta Sportiva" domenica 4 gennaio 1998
Coppa del Mondo/ I nostri rappresentanti confermano i Russia la supremazia nello skating
Mai dire Maj: doppia festa Italia
Primo podio individuale di Fabio, Fauner 4°, cinque azzurri nei 12: meglio di tutti

Myllyla approfitta dell'assenza di Daehlie e bissa il successo del '97 nella dura 30 km di San Pietroburgo. Ma dietro il norvegese Alsgaard, c'è il 3°posto di Maj, poi Silvio, quindi Pozzi (7°), Valbusa (11°) e Piller Cottrer (12°)
Gli azzurri sono tornati protagonisti sulle nevi di San Pietroburgo, la citta fondata da Pietro il Grande sulle rive della Neva. Fabio Maj, che aveva già dato prova di grande continuità, è salito sul podio per la prima volta nella sua carriera. Inoltre Silvio Fauner, la nostra punta di diamante, quarto, appare ormai avviato a recitare un ruolo di protagonista. A un mese dai Giochi I'Italia ha mostrato la sua forza nello skating: ha piazzato 5 uomini tra i primi 12, mentre la Norvegia, pur priva di Daehlie, ne ha avuti solo 2, come Finlandia e Svezia, mentre la Russia ne ha messo uno soltanto. Dunque è la prima nazione al mondo in questa tecnica.
Si gareggiava sul 30 km, una distanza severa, che non mente. La pista era dura, selettiva, tale da non consentire recuperi. La temperatura non era proibitiva: =5 °C l'aria, -2 °C la neve. Il finlandese Myllyla, che qui aveva vinto un anno fa, precedendo Valbusa e Pozzi, ha dominato la gara, restando in testa dal primo all'ultimo metro aumentando via via i distacchi. Fauner, che era partito un minuto prima, raggiunto verso il decimo chilometro, gli si è messo nella scia e lo ha tenuto fin sul traguardo, risalendo verso posizioni d'élite. Thomas Alsgaard si è piazzato per la quarta volta consecutiva al secondo posto in gare individuali di Coppa del Mondo.
Grande protagonista è stato Fabio Maj che ha fatto una corsa splendida, senza usufruire di trenini favorevoli. Sesto, dopo 2.5 km, era già risalito al terzo posto dopo 5.6 km di gara, a 24"6 da Myllyla e a 7"7 da Isometsa. L'azzurro ha sì dovuto subire la rimonta di Alsgaard, ma ha demolito la concorrenza di Isometsa, verso il 20° km ha raggiunto Fredriksson e, con lo svedese appollaiato sopra le scapole, ha reagito benissimo nel finale di gara all'assalto di Silvio Fauner che gli era arrivato a 4" soltanto a 5 chilometri dal traguardo. Molto bene si è comportato Pozzi, che nel finale ha goduto della scia di Alsgaard. Valbusa, primo del gruppo rosso, ha corso senza punti di riferimento, disputando, in ogni caso, una prova onorevole. Con i punti che la Fis gli ha ridato, è risalito al quarto posto nella classifica assoluta di Coppa. Merita di essere sottolineato che la decisione della Fis è aberrante sul piano giuridico. Valbusa, nono al traguardo della 10 km tc di Val di Fiemme, era stato squalificato per passi di pattinaggio. Il giorno dopo aveva gareggiato sub giudice nella 15 km tc a inseguimento, risalendo al sesto posto. La Fis ha mantenuto la squalifica per la prima gara, tenendo buona la seconda, che però dipende strettamente dalla prima. Una decisione salomonica, che cozza, però, contro il buon senso. Ha un po' ceduto alla distanza Pietro Plller Cottrer, dopo essere stato a lungo tra i primi otto. Bene si è difeso Albarello, in una tecnica che non è la sua.
L'unica delusione è venuta da Giorgio Di Centa, che non è mai stato in gara. Raggiunto dopo pochi chilometri da Smirnov, non è riuscito a tenerlo e si è lasciato andare, accumulando un ritardo di oltre 7 minuti. Ma il caso Di Centa potrebbe avere spiegazioni mediche. "Non sta bene dal punto di vista fisico. Così non va. Lo dobbiamo sottoporre ad analisi mediche per capire le ragioni dl questo calo", ha detto il direttore agonistico Sandro Vanoi.
Bjorn Daehlle, leader di coppa del Mondo, come il suo connazionale Jevne, specialista della tecnica classica, ha disertato la gara, puntando direttamente su Ramsau, dove dall'8 all'11 gennaio sono in programma 3 gare di coppa del Mondo.
Hanno deluso Smirnov, Botvinov e Prokurorov, che non riesce a ritrovare una condizione decente.
Claudio Gregori

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