Articolo tratto da "Giornale di Bergamo" sabato 2 marzo 2002
L'atleta di Schilpario, secondo classificato in una gara delle Olimpiadi invernali, è stato ricevuto ieri da Cono Federico
Premio allo sciatore d'argento
Il prefetto ha consegnato una medaglia al fondista Fabio Maj

Fabio Maj, trentunenne fondista azzurro di Schilpario distaccato per le "Fiamme verdi" a Vilminore di Scalve, è stato ieri invitato nel palazzo di via Tasso dal Prefetto, che si è complimentato con lui per la medaglia d'argento conquistata nella staffetta delle Olimpiadi di Salt Lake City. Il padrone di casa aveva al suo fianco il Questore Salvatore Presenti, i comandanti provinciali Vincenzo Procacci dei Carabinieri, Fernando Briganti della Polizia Stradale, Riccardo Piccinni della Guardia di Finanza ed il dottor Antonino Porcino, direttore della Casa Circondariale e responsabile della Polizia Penitenziaria.

L'atleta, in perfetta divisa, era attorniato dal dottor Aldo commilitone Corrado Vanini, il fondista brembano di stanza a Trescore Balneario. Il campione scalvino, che fa parte del team Scame Parre, si è commosso ed è rimasto lusingato per le sincere parole con cui il dottor Cono Federico ha accompagnato la consegna, a sua volta, di una medaglia particolare, anch'essa d'argento. "E' con immenso piacere - ha detto il Prefetto a Maj - che le consegno questa medaglia a ricordo della sua straordinaria impresa. E i motivi della mia gioia sono più d'uno. Anzitutto essa ha un valore affettivo enorme per me e sono sicuro che lo avrà anche per lei. Mi auguro che sia la prima di una lunga serie con cui premierò, ne sono certo, magari ancora lei e altri bravi atleti bergamaschi, tenaci e attaccati ai colori nazionali come pochi altri. Poi in quanto lei è un Forestale, appartenente cioè a un Corpo che a tutti gli effetti è uno dei quattro pilastri delle Forze di Polizia su cui poggia con sicurezza l'Italia. Ancora, perché mi considero un poco il suo diretto superiore, memore dei miei trascorsi a Roma come responsabile del Centro di Coordinamento delle Forze di Polizia, di cui mi sento con onore parte integrante assieme agli amici comandanti delle altre Armi qui presenti: Carabinieri, Fiamme Oro e Fiamme Gialle".
Dimagrito da tanti sforzi e molte battaglie a livello di tensione e resistenza inimmaginabili, Fabio Maj ha ascoltato con umiltà ma anche con orgoglio i rallegramenti del Prefetto: "Sono profondamente colpito da un simile attestato di stima e di riconoscenza; ho soltanto fatto il mio dovere, spero al meglio, sicuramente al massimo delle mie possibilità fisiche, tecniche e umane. Questo argento vale per me come l'oro, perché io e i miei compagni siamo riusciti a rimontare e a portarci in zona medaglia, io che era già una vittoria. Dal bronzo siamo passati all'argento e tanti mi dicono che, già che eravamo in bsllo, potevsmo tentare pure la conquista del metallo più nobile. Ma ricordo che già essere arrivato in volata con quel "mostro" di Alsgaard è un'impresa colassale: se lo avessi battuto, lui, il più veloce di tutti, sarei entrato nell'immortalità. Ed invece io sono un "terrestre" Fabio Maj, semplicemente un uomo, un atleta felice, appagato e riconoscente nei confronti di tutti coloro che hanno creduto e credono in me. Qualche rimpianto? No. Come si fa ad averne quando si vince una medaglia così importante e faticosamente guadagnata? Forse mi aspettavo qualcosa di più dalla gara a inseguimento, specie dopo il mio perentorio duplice successo di nove mesto, proprio prima dei Giochi Olimpici. Ma anche nel periodo di forma può venire la giornate storta e per me è stato così".
Ora Fabio Maj produrrà gli ultimi sforzi stagionali nelle restanti gare di Coppa del Mondo. Le "fatiche" dei festeggiamenti e dei riconoscimenti sono, per il momento, terminate, perché il forestale schilpariese sta per mettersi in viaggio verso il Nord, per le gare scandinave finali di Coppa del Mondo di Marzo. Poi il riposo, finalmente, le feste con gli amici e la quiete familiare con le sue donne, Simona, la moglie, e Valentina, la figlioletta. Se ha pensato al ritiro? Si, è umano. E si sente stanco. Ma una medaglia da una carica "bestiale" e i Mondiali in Italia sono ormai già dietro l'angolo, il prossimo anno: "Lì ci arriverò di sicuro. Poi potrei dire basta".
Ezio Grandi

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