Articolo tratto da "Tutto Sport" domenica 4 gennaio 1998
Anche Maj sul podio, finalmente
Terzo lo staffettista dalla fama di eterno piazzato. Bravi anche Valbusa (4°) e Pozzi (7°).
Assente Daehlie, successo del finlandese Myllyla
PAOLO SARTORI

KAVGOLOVO
Nella più desolante gara di Coppa del Mondo della stagione per organizzazione, logistica e copertura della televisione russa, il fondo italiano conferma di contare su uno squadrone nelle gare a tecnica libera e porta tre atleti tra i primi sette, cinque tra i primi dodici e un uomo nuovo sul podio individuale, del valore del forestale bergamasco di Schilpario, Fabio Maj, ottimo terzo dopo una splendida gara dietro al finlandese Mika Myllyla e al favorito, in assenza di Daehlie, norvegese Thomas Alsgaard.
Nella 30 chilometri di Kavgolovo a completare la festa di Maj in casa azzurra c'è il quarto posto di Silvio Fauner, a 6"8 da Fabio, il settimo di Maurizio Pozzi - già sul podio in questa gara lo scorso anno - l'11° di un Fulvio Valbusa senza riferimenti particolari in gara e "trenini" da sfruttare, e il dodicesimo di un Pietro Piller Cottrer che ha cercato quasi stoicamente fino al termine di rimanere sulla scia di Alsgaard (il norvegese partito 30" dopo lo aveva raggiunto) e se ce l'avesse fatta il sappadino sarebbe finito quinto, invece ha pagato lo sforzo nel finale accusando oltre 1'30" e perdendo sette posizioni.
Se pensiamo ad un Marco Albarello bravissimo a rimanere in compagnia dello scatenato Kristensen fuori dal gruppo rosso, diciassettesimo, ci sono mille ragioni per Alessandro Vanoi per essere felice, a poco più di un mese dalle Olimpiadi, con il solo rammarico di un Giorgio Di Centa da recuperare, soprattutto psicologicamente, dopo il crack nella staffetta di Santa Caterina.
Maj finalmente ce l'ha fatta, dopo avere dato tanti contributi alle staffette azzurre (primo nella 4x5 km indoor ad Hamar, in Norvegia nel 1995, con Godioz, Pozzi e Fauner ed ancora primo un anno dopo a Lahti, con Fauner, Valbusa e Albarello, ma anche bronzo ai mondiali 1995 a Thunder Bay e 1997 a Trondheim) e con un palmares da eterno piazzato (settimo a Sappada a tecnica libera nel 1995 e nono in Val di Fiemme quest'anno a tecnica classica i migliori risultati). Che potesse essere la stagione della crescita dell'erede naturale di Giulio Capitanio (vincitore di Coppa del Mondo insieme a De Zolt, quando la manifestazione non era ancora riconosciuta come tale dalla Fis) lo si era capito con il primo posto in prima frazione in Valfurva (seconda la squadr? azzurra) e con le prestazioni di carattere fornite al Lago di Tesero, nonostante una caduta nel finale nella bagarre dell'inseguimento.
Maj si è sposato in primavera, ha trovato gioia e tranquillità, come spesso accade ai fondisti, è seguito da un gruppo di tifosi entusiasti e calorosi. Questa volta però in Russia non c'era il leader indiscusso degli ultras del fondo. Con il suo casco da vikingo in testa, con la sua barbetta, con la sua maglietta a maniche corte sulla quale è raffigurata in una caricatura la sua immagine in simbiosi con il corpo di una pinup, che porta anche quando la temperatura è sotto lo zero, sulle tundre lontane, a Nord di San Pietroburgo, Maurizio Capitanio non c'era. E' rimasto a fare il preside a Schilpario ed ora dovrà mantenere la promessa che aveva fatto a tutti in Val di Fiemme: "Quando Fabio salirà sul podio individuale in una gara di Coppa del Mondo, tutti i bambini delle scuole della Val di Scalve faranno una giornata di festa per celebrare l'evento, e in caso di vittoria potrebbe scapparci anche una settimana a casa per festeggiare", tuonava il simpatico Maurizio. Fabio Maj ringrazia perché dice di aver acquisito mai come questa volta tanti tifosi tra gli studenti della sua vallata, e lo ha preso di parola. Nel lungo viaggio verso l'aeroporto il bergamasco ha ragione di essere felice, non meno di Myllyla (al primo successo a tecnica libera dopo tre vittorie nel 1997 tra i binari stretti). In occasione del 52° podio azzurro Maj infatti è il tredicesimo italiano a salire sul podio in una gara individuale di Coppa dal 1982 (quando è stata riconosciuta) ad oggi, imitando Walder, Runggaldier, Di Centa, Piller e Pozzi, meglio di lui hanno famigliarizzato con il podio di Coppa per sedici volte Fauner, per dieci De Zolt, per sei Albarello e Valbusa, per tre Vanzetta e Barca, per due Polvara.
Anche per Maj c'è una... prima volta.

CLASSIFICA. 30 km tecnica libera: 1. Myllyla (Fin) 1 hl 1'46"3; 2. Alsgaard (Nor)a 41"7; 3. MAY (Ita) 54"6; 4. FAUNER (Ita) 1'01"4; 5. Frednksson (Sve) 1'24"4; 6. Isometsa (Fin) 1'30"8; 7. POZZI (Ita) 2'13"7, 8. Mogren (Sve) 2'25"7; 9. Nutnkhln (Rus) 2' 39"4: 10. Knstlansen (Nor) 2'39"7.
COPPA DEL MONDO: 1. Daehlie (Nor) 492 punti; 2. Alsgaard (Nor) 446; 3. Smirnov (Kzk) 216; 4. VALBUSA (Ita) 210; 5. Fredriksson (Sve) 191: 6. Jevne (Nor) 176; 7. Forsberg (Sve) 169; 8. MAY (Ita) 155: 9. FAUNER (Ita) 150; 10. Isometsa (Fin) 149.

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