Articolo tratto da "La Voce
di Bergamo" 7 febbraio 1998
Olimpiadi, Bergamo cala i suoi assi
di Paolo Marabini
Sergio Bergamelli e Lara Magoni
nello sci alpino, Fabio Maj nel fondo, Pieralberto Carrara nel biathlon e Tony
Bombardieri nel pattinaggio artistico. La nostra provincia sarà ancora ben
rappresentata ai Giochi Olimpici invernali, che scattano oggi a Nagano, nel
cuore del Giappone: al pari di quelle presenti ai Giochi di Lake Placid '80,
Calgary '88, Albettville '92 e Lillehammer '94, è infatti la spedizione
bergamasca più nutrita di sempre. Le speranze che alla fine entri nel bottino
anche una medaglia non sono poi così remote. Anzi, potenzialmente quattro atleti
su cinque hanno la possibilità di salire sul podio.
Il più accreditato è Fabio Maj, che sarà sicuramente al via di due gare
individuali (la 10 chilometri in tecnica classica e la 15 chilometri in tecnica
libera a inseguimento) e della staffetta, ma potrebbe anche essere schierato
nella 50 chilometri in tecnica libera. Ventisette anni compiuti il 16 giugno,
l'atleta di Schilpario è alla seconda partecipazione olimpica della carriera.
Fece parte infatti della squadra di Lillehammer, ma nel ruolo di riserva.
Stavolta, invece, la sua presenza sarà attiva e alla luce dei risultati che
hanno caratterizzato questa stagione - su tutti il 3° posto nella 30 chilometri
di Coppa del Mondo a Kavgolovo e il titolo tricolore conquistato sempre nella 30
chilometri a Lago di Tesero tre settimane fa - non è fuori luogo pensare a Vanun
exploit da medaglia per il campione scalvino. Fabio è nel pieno della maturità
atletica. Il matrimonio di quest'estate gli ha dato quella tranquillità
interiore che ancora mancava al suo carattere e il risultato di Kavgolovo è
arrivato come il cacio sui maccheroni, perché ha dato all'atleta della Forestale
più fiducia nei propri mezzi, che sono davvero notevoli.
Le chance maggiori le nutre nella staffetta, che punta a ripetere lo storico
successo di quattro anni fa a Holmenkollen, nel tempio mondiale del fondo, dove
"Grillo" De Zolt, Marco Albarello, Giorgio Vanunzetta e Silvio Fauner misero in
fila i padroni di casa guidati da Daehlie e la Finlandia di Isometsa. Ma a
nostro avviso anche un suo impiego nella 50 chilometri potrebbe tradursi in un
grande risultato. Alla medaglia mira - è il caso di dirlo - Pieralberto Carrara,
per chiudere in bellezza una carriera esemplare, peraltro costellata anche di
episodi sfortunati. Due dei quali sono legati proprio alle Olimpiadi. Quattro
anni fa, in Norvegia, il biatleta di Serina fu protagonista infatti di una
splendida frazione nella staffetta 4x7,5 chilometri: stava trascinando l'Italia
sul secondo gradino del podio, ma il quarto frazionista, l'altoatesino Zingerle,
infilò una sfilza di errori al poligono e fece scivolare la squadra azzurra da
una possibile medaglia d'argento giù giù fino al sesto posto. Lo stesso Zingerle
due anni prima ad Albertville aveva rovinato con i suoi errori al tiro la bella
prova dei tre compagni - tra cui anche Carrara - facendo sfumare una medaglia
che sembrava già al collo degli azzurri. Un record comunque Pieralberto lo ha
già battuto in partenza: quella di Nagano, infatti, sarà la sua quarta
Olimpiade, impresa mai riuscita prima ad altri atleti bergamaschi, nemmeno tra
coloro che hanno partecipato ai Giochi estivi. Aveva appena compiuto 22 anni
quando prese parte alla 10 chilometri di Calgary '88: si classificò 13° e
quello, ad oggi, è il suo miglior piazzamento olimpico a livello individuale.
Poi è stato ad Albertville '92 e a Lillehammer '94. In Giappone il serinese è
iscritto a tutte le gare. Si presenta all'appuntamento a cinque cerchi senza
grossi risultati stagionali alle spalle (il 7° posto nella 20 chilometri di
Ostersund è il suo miglior piazzamento in gare di Coppa del Mondo), ma questo
non lo preoccupa più di tanto, perché il biathlon è una disciplina in cui, ad
alti livelli, si parte alla pari ogni volta, anche se il giorno prima si sono
commessi sei errori al poligono.
Più difficile - benché non impossibile - sarà andare a medaglia per Lara Magoni.
La poliziotta di Selvino, che ha compiuto 30 anni il 29 gennaio ed è alla sua
terza partecipazione olimpica consecutiva, è purtroppo la brutta copia della
slalomista che proprio di questi tempi, un anno fa, stupì il mondo. Nelle gare
fatte sinora non è mai riuscita a ripetersi sui livelli della passata stagione
(nell'ultimo slalom, disputato dieci giorni fa ad Are, si è classificata
addirittura 21°) e le possibilità che possa bissare l'argento conquistato ai
Mondiali del Sestriere sono ridotte davvero al lumicino. A meno che Lara torni a
gettarsi tra i paletti con un po' di incoscienza, senza fare troppi calcoli,
proprio come fece nella stagione scorsa, quando a un certo punto capì che non
valeva la pena scendere con il freno a mano per la paura di perdere posizioni
nella graduatoria Fis.
In fin dei conti l'olimpiade è quell'occasione in cui contano solo le medaglie,
arrivare quarta o ventesima sarebbe pressoché la stessa cosa.
Per Sergio Bergamelli magari è un po' diverso. Lui - dopo tutte quelle che ha
passato negli ultimi anni, e considerato che a inizio stagione era costretto a
partire con pettorali altissimi mentre adesso e arrivato a ridosso del primo
gruppo - è già contento di far parte del quartetto azzurro che disputerà il
gigante, sei anni dopo la sua prima e unica partecipazione olimpica, ai Giochi
di Albertville, dove fu 17° sempre tra i pali larghi. Ciò non toglie, tuttavia,
che il ventisettenne finanziere di Trescore abbia anche lui una piccola carta da
giocare. La grinta gli ha permesso di risalire la china, di infilarsi tre volte
di fila tra i primi 15 in Coppa del Mondo. Basta e avanza per assegnarli una
chance: del resto quando trionfò in Coppa del Mondo a Kranjska Gora non aveva
alle spalle risultati che potesse alimentare speranze per un exploit di quel
genere.
Di carte da giocare per il podio non ne ha invece Tony Bombardieri, che con i
suoi 19 anni (compirà i 20 il 14 aprile) è la più giovane della nostra
spedizione a Nagano.
La pattinatrice di Ponteranica, neocampionessa italiana e reduce dal 15° posto
conquistato ai recenti Campionati Europei disputati a Milano, ha coronato il suo
sogno. Davanti a lei per il momento ci sono veri e propri "mostri sacri" del
pattinaggio artistico, a cominciare dalle giapponesi, che giocano in casa, e
proseguendo con statunitensi, canadesi, russe, ucraine e francesi. Solamente
entrare in finale sarebbe un risultato straordinario: Nagano per la bella Tony è
un punto di partenza.