Articolo tratto da "Giornale di Bergamo" lunedì 11 marzo 2002
L'associazione "Gruppo Africa Val di Scalve" con 14 volontari collaborerà a due progetti
Un mese per i bimbi dell'Honduras
Quinto anno consecutivo negli orfanotrofi di San Rafael e Siguatepeche

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Sono atterrati sabato in Hondurad carichi di entusiasmo e di energia i 14 volontari del Gruppo Africa della Val di Scalve che fino al dieci aprile spenderanno le loro giornate nel tentativo di regalare qualche sorriso ai bambini poveri del paese centroamericano. Per il quinto anno consecutivo nel periodo compreso fra marzo e aprile, l'associazione scalvina, nata con l'obiettivo di portare aiuti nella regione dei grandi laghi in africa, si dedica all'assistenza materiale e psicologica di bambini e neonati dei villaggi honduraguegni di San Rafael e Siguatepeche.
Quest'anno sono partiti in 14 abbandonando per quattro settimane lavoro e famiglia.
Maria Bianchi è la moglie di Baldino Belinghieri, uno dei volontari. A lei abbiamo chiesto aggiornamenti sulla situazione in Honduras. "Il gruppo è arrivato sabato sera, ma già da oggi (ieri per chi legge, n.d.a.) inizieranno a lavorare. Ho appena sentito al telefono mio marito, era molto contento di essere là". I volontari si sono suddivisi in due squadre. La prima ha il suo quartier generale a San Rafael e si dedicherà al recupero dei bambini di strada e alla recinzione dei campi coltivati (banane, ananas e ortaggi) del villaggio sempre più spesso minacciati dall'intrusione di animali selvatici che devastano le colture.
Altri sette volontari sono già a Siguatepeche, circa 180 chilometri di distanza da San Rafael (due ore abbondanti di viaggio in auto). Qui daranno una mano a Suora Alicia, che dirige un orfanotrofio per bimbi da 0 a 2 anni, una scuola materna e si occupa anche di far trovare ogni giorno un pasto caldo ai poveri della zona.
I 14 volontari, fra i quali alcuni studenti, ma non mancano pensionati e anche un geometra, si sono addossati le spese del viaggio, mentre i costi per il mantenimento della missione sono stati coperti grazie ad una serie di iniziative che il Gruppo Africa coordina durante l'anno in Val di Scalve.
Fra queste la Camminata della solidarietà, che si tiene nel mese di luglio e soprattutto, quest'anno, una lotteria organizzata il 24 febbraio (primo premio una fiat Panda).
"Siamo un'associazione scalvina, precisa ancora la signora Bianchi - ma questo non toglie che chi volesse partecipare alle nostre missioni possa anche non essere originario della zona. L'importante che i volontari non pensiono di andare a fare un viaggio di piacere, ma siano disposti a mettersi a disposizione dei coordinatori, padre Thomas Drew e Suora Alicia.
Le necessità sono molte, si va dalla costruzione di recinti, alla cura di neonati, all'assistenza psicologica". Il Gruppo Africa, che collabora in questa missione con un'organizzazione di Genova ha spedito in Honsduras anche due container pieni di materiale sanitario, oltre che degli strumenti necessari per il rafforzamento dei muri portanti delle povere case di San Rafael, che ormai nella stagione delle piogge non riescono più a riparare gli abitanti. L'acqua, infatti, penetra senza difficoltà le pareti.
Il progetto "San Rafael" nasce nel marzo del 1998. Già dall'anno successivo i volontari italiani sono stati in grado di accogliere in una struttura adeguata i primi otto ninos de rua. Oggi a San Rafael sono attive, grazie all'impegno scalvino, numerose case per l'accoglienza dei ragazzi, uno spazio dedicato agli ospiti-volonoratori, alcuni laboratori artistici e quattro cisterne per la raccolta dell'acqua piovana. Oltre all'impegno materiale nella costruzione di edifici è fondamentale anche la fase di formazione. In Honduras, molti contadini non hanno le necessarie competenze per poter coltivare con profitto i terreni. Il compito dei volontari è di spiegare teoricamente e mostrare dal vivo come rendere produttive le colture. In questo quadro si colloca la missione di quest'anno. Le colture di San Rafael sono messe a repentaglio dalle scorribande egli animali selvatici. Ecco, quindi che gli scalvini hanno pensato di rialzare una recinzione che protegga il lavoro dei contadini locali.
Ma che cosa ci fa un'organizzazione che si chiama "Gruppo Africa" in America Latina? "Si tratta di un regalo del destino, - spiega Bianchi -. Mio marito che è maestro di sci e vanta un esperienza decennale in missioni di volontariato in Africa, cinque anni fa era pronto a partire per Bujumbura, ma è scoppiata la guerra. Era sul punto di rinunciare, quando sulle piste da sci ha conosciuto padre Drew, un missionario tedesco che stava cercando collaboratori per un progetto in Honduras. Pochi giorni dopo si trovava là, con altri compagni, a San Rafael, a combattere contro la povertà e l'ignoranza".
Continua...

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